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E' una festa nazionale

Festa del nonno dimenticata


In una delle scorse sedute del Consiglio Comunale di Merano è stata discussa la mozione presentata dal gruppo di AN con la quale si chiedeva al Sindaco di attivare ogni iniziativa utile affinché si proceda alla celebrazione della Festa del nonno, una festa nazionale inconcepibilmente ignorata dall’Amministrazione della nostra città.
La prima firmataria della mozione, Sabrina Salaris, ha infatti ricordato che è stata la legge n.159 del 31 luglio 2005 ad istituire la Festa Nazionale dei nonni, da celebrarsi il giorno 2 del mese di ottobre di ogni anno e che tale ricorrenza ha la finalità precipua di riconoscere e celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno della famiglia e della società più in generale.
Salaris ha rimarcato che in Italia ci sono quattordici milioni di nonni, che tale patrimonio di esperienza e di saggezza deve essere valorizzato e condiviso, ed infine che è importante rivalutare la figura del nonno quale risorsa per tutta la società. Dopo aver biasimato l’Amministrazione Comunale per non avere fatto nulla lo scorso ottobre 2005, diversamente da quanto accaduto in altri comuni d’Italia, la Consigliera di Alleanza Nazionale ha invitato il Comune ad attivarsi alla celebrazione per il prossimo ottobre 2006, al fine di non dare ulteriormente l’immagine di disinteresse nei confronti dell’importante iniziativa. Sulla stessa onda l’intervento del Consigliere Giuseppe Roat, il quale nel suo intervento ha ricordato la sua delusione per non avere visto nessuna iniziativa concreta in materia a Merano. Roat ha sottolineato che questa nuova festività è di alto valore etico e che ha lo scopo di riconoscere nella nostra iperattiva società il compito ed il ruolo molte volte insostituibile della figura dei nonni, incentrato in particolar modo nell’affetto che li lega verso i nipoti. Il consigliere di Alleanza Nazionale ha chiesto all’Amministrazione cittadina di non dimenticare gli anziani ospiti delle case di riposo o ricoverati negli ospedali, oltre coloro che, nella terza età, sono soli o non autosufficienti. 


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