Merano Malles
Ecco a voi lo sperpero di denaro pubblico
Per anni abbiamo dovuto subire un valzer di affermazioni, tutte che lasciavano
intendere l’esilarante successo che avrebbe riscosso la linea Merano-Malles e,
di conseguenza, la bontà della decisione provinciale nella spesa di 250 miliardi
di vecchie lire per i lavori necessari. In questo contesto, già nei primi 45
giorni veniva fatto un eclatante annuncio da parte dei vertici SAD: 35.000
viaggiatori avevano usufruito del servizio in 45 giorni che però altro non sono
che 778 viaggiatori/giorno i quali hanno fruito di 16 treni quotidiani,
determinando quindi una densità di 49 viaggiatori per treno. Ovvero la metà
della capienza di un convoglio. Se consideriamo che per i primi tre giorni le
corse erano gratuite e per i successivi trenta le scolaresche hanno viaggiato
gratis rimane da domandarsi quanti fossero i viaggiatori paganti e dove sia quel
successo della linea che in realtà appare inesistente.
Ora, dopo i dati indicati dall’assessore Widmann, rimane solo da auspicare che
nelle spese per la gestione della linea Merano-Malles siano contemplate anche
quelle di ammortamento del materiale rotabile. Altrimenti c’è da preoccuparsi
non poco del deficit desunto per la linea in questione, ammontante a 4,6 milioni
di euro circa per l’anno 2005 ovvero ad una cifra pari quattro volte superiore a
quella ipotizzata dall’allora ass. provinciale Di Puppo, “padre” della
riattivazione della tratta ferroviaria, il quale a suo tempo parlava di 2,5
miliardi di vecchie lire di perdita annuale.
E’ ovvio che, se anche facessimo riferimento a una somma che non contiene
eventuali ammortamenti, ci troveremmo comunque di fronte ad uno sperpero di
denaro pubblico enorme di cui l’Ulivo è corresponsabile insieme alla SVP, a
conferma una volta di più di quanto sostenevamo all’atto della progettazione per
la riattivazione della linea, un’opera che definivamo inutile, dispendiosa e del
tutto immotivata. Sono proprio queste scelte politiche che rischiano di
affondare ogni speranza di far fronte alle emergenze socio-economiche delle
famiglie altoatesine che vedono molte somme prendere la via di strutture
realizzate con soldi pubblici come la tratta in questione ma anche, rimanendo a
Merano, le terme o il tunnel e dall’altra l’aggravarsi di una povertà che
costringe le nostre famiglie ad indebitarsi con le banche.